Cultura, cura e longevità

TEXT BY Dott. FABIO RANZINI – Presidente di Fondazione Garzanti Michail, medico psichiatra


Presieduta dal Dott. Fabio Ranzini e animata dal contributo determinante di Louise Michail, la Fondazione Garzanti Michail si afferma come uno degli attori più coerenti e discreti del panorama filantropico milanese. Il suo raggio d’azione abbraccia la cultura alta dai seminari filosofici della Casa della Cultura alle borse di dottorato, dalla Scuola di Milano alla figura di Antonia Pozzi e si estende con pari attenzione verso le fragilità del presente: i bambini oncologici sudafricani seguiti da RHCRU, gli anziani delle RSA raggiunti dalla danzaterapia, e ora la ricerca scientifica sulla longevità attraverso il sostegno al progetto ILSA. Un impegno che non insegue la visibilità, ma costruisce con misura e continuità una presenza pubblica autorevole, capace di tenere insieme eredità intellettuale e responsabilità civile.

Il Presidente Fabio Ranzini
La visione silenziosa della Fondazione Garzanti Michail

Nel panorama delle istituzioni filantropiche milanesi, la Fondazione Garzanti Michail si distingue per una cifra rara: la capacità di coniugare discrezione, rigore e qualità dell’intervento. Grazie al decisivo contributo di Louise Michail, terza moglie di Livio Garzanti, la Fondazione, che oggi porta anche il suo nome, ha ritrovato nel tempo nuovo slancio, reinterpretando la propria missione alla luce dei bisogni culturali e sociali del presente. Presieduta da Fabio Ranzini, la Fondazione, insieme a Louise Michail, Narghes Sorgato e al segretario revisore Carlo Severgnini, ha progressivamente delineato una linea d’azione fondata su alcuni assi essenziali: da un lato il sostegno alla cultura, intesa non come esercizio autoreferenziale, ma come bene condiviso e strumento di crescita civile, dall’altro l’attenzione ai bisogni sociali, con particolare riguardo alla terza e alla quarta età. È proprio questo intreccio fra eredità culturale e responsabilità contemporanea a definirne il profilo più interessante.

Louise Michail e Livio Garzanti

Al centro di questa visione rimane la figura di Livio Garzanti, protagonista della vita culturale italiana del Novecento e interprete di un’idea di cultura capace di tenere insieme profondità di pensiero e apertura, autorevolezza e accessibilità. In questa prospettiva si colloca il sostegno alla Casa della Cultura di Milano, con particolare attenzione ai seminari filosofici promossi nel solco di una tradizione di alto profilo intellettuale, ma sempre aperta al confronto con un pubblico più ampio. Un impegno che non ha il carattere dell’episodio, bensì quello di una precisa continuità ideale. Nel disegno culturale della Fondazione, un ruolo significativo è inoltre riservato alla formazione avanzata e alla ricerca, come dimostra la borsa di dottorato attivata presso l’Università degli Studi di Milano, inserita in un orizzonte di dialogo fra filosofia e scienza. Allo stesso modo, appare rilevante l’attenzione dedicata alla valorizzazione del patrimonio storico-intellettuale milanese, testimoniata dal sostegno al progetto di ricerca sviluppato con l’Università dell’Insubria attorno alla Scuola di Milano e alla relativa documentazione archivistica, con un approfondimento dedicato alla figura di Antonia Pozzi. Una scelta che conferma una precisa postura culturale: investire non soltanto nel presente, ma anche nella rilettura critica di tradizioni, figure e archivi che continuano a interrogare il nostro tempo.L’identità della Fondazione, tuttavia, non si esaurisce nell’ambito culturale in senso stretto.

Narghes Sorgato

La sua vocazione sociale si esprime infatti nell’attenzione alle fragilità, nella cura della persona e nel sostegno a progetti capaci di generare una ricaduta concreta. In questo orizzonte si collocano il supporto ai pazienti pediatrici oncologici sudafricani attraverso il progetto Ellie Cares (promosso dalla Fondazione Rory Hensman Conservation & Research Unit (rhcru.co.za) di Sean Hensman), così come il costante interesse per iniziative rivolte agli anziani fragili, tra cui il progetto di danzaterapia attivato nella RSA della Casa di Riposo della Comunità Ebraica di Milano. Recente è l’apertura verso la ricerca applicata e i nuovi ambiti della salute, come testimonia il sostegno per il progetto ILSA, dedicato alla medicina della longevità. È in questa capacità di tenere insieme memoria culturale, responsabilità civile e attenzione alla vulnerabilità contemporanea che si riconosce oggi il tratto più autentico della Fondazione Garzanti Michail: un’istituzione che sceglie di operare con misura, senza rinunciare all’incisività e che contribuisce con continuità alla vita culturale e sociale della città. In un tempo spesso dominato dalla visibilità immediata, il suo profilo restituisce invece il valore della sobrietà, della coerenza e della durata: qualità silenziose, ma decisive, che continuano a dare forma a una presenza pubblica credibile, autorevole e profondamente contemporanea.